𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝘀𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗮𝗹 𝗺𝘂𝗿𝗼
- Paolo Savoia
- 11 minuti fa
- Tempo di lettura: 2 min
Una soluzione non ordinaria
Abitazione su tre livelli, di cui quello interrato molto grande, non isolato e dotato di ventilconvettori "1.0" (quelli con le batterie pensate per andare a 70°C e salto termico 15°C almeno)
I piani sopra terra oggetto a riqualificazione impiantistica (da radiatori a radiante) e con qualche intervento a livello di riduzione dei fabbisogni (cambio infissi e isolamento sottotetto)
Impianto fotovoltaico (con batteria) già presente
Proprietario ex installatore termoidraulico
Come riscaldarlo?
Sono state fatte tante simulazioni che tenessero conto non solo di aspetti energetici ed ambientali, ma anche economici e funzionali
Alla fine ho tenuto una parte dell'impianto con il gas.
Orrore, necessità o visione?
L'interrato per questioni economiche non veniva toccato. Pensare ad isolarlo, rifare la rete a collettori e cambiare i radiatore non avrebbe avuto senso perchè esteticamente ben curato, intervenire dall'esterno (controterra) un filo complesso, cambiare la rete di distribuzione pure e i ventilconvettori avrebbero avuto un costo non giustificabile anche in funzione dell'utilizzo saltuario
Il fabbisogno dell'interrato era superiore al fabbisogno dei piani fuori terra, molto superiore se consideriamo anche la necessità di potenza aggiunta di "ripresa" vista l'uso saltuario
Potevo pensare, come ho fatto, ad una pompa di calore dedicata a quel piano.
Soluzione scartata, troppo costosa ed invasiva come posto (quello in foto avevamo a disposizione)
Potevo pensare allora ad una pompa di calore unica per il fabbricato ma di dimensioni potenza molto più elevata.
Scartato, troppi ingombri esterni, costi
E alla cascata di due pompe di calore di taglia media?
Pensato anche a quello, ma in questo caso avrebbe lavorato malissimo l'impianto perchè anche solo una pdc sarebbe andata in continuo on/off per i piani fuori terra ed i costi comunque non sarebbero stati leggeri
Inoltre avevamo il "problema" della potenza elettrica da fornire per gli spunti, dovendo passare al trifase, con impianto elettrico di casa e fotovoltaico monofase
E se si rompe la pompa di calore (o l'elettronica) cosa faccio chiede il proprietario?
Voglio una sicurezza
Ecco che alla fine ho studiato un impianto ibrido, fuori dagli schemi dei costruttori che:
- riscalda e raffresca i piani fuori terra con la pompa di calore e che all'occorrenza può alimentare anche i venticonvettori dell'interrato aumentando la temperatura di mandata e buttando tutta la potenza lì. Questa può essere la soluzione adottata nelle stagioni meno fredde oppure in caso di rottura della caldaia
- in alternativa la caldaia si può dedicare al solo interrato
- in caso di rottura della pompa di calore, la caldaia istantanea può fare il riscaldamento e l'acqua calda di tutta la casa o per l'acqua calda sanitaria, possiamo rimanere con il bollitore dotato anche di resistenza elettrica
Il tutto attraverso un selettore a muro che il cliente può facilmente settare come:
funzionamento tutto pompa di calore
guasto pompa di calore
guasto caldaia
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