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  • Paolo Savoia

๐—ฃ๐—ข๐— ๐—ฃ๐—˜ ๐——๐—œ ๐—–๐—”๐—Ÿ๐—ข๐—ฅ๐—˜ ๐—˜๐—— ๐—”๐—–๐—–๐—จ๐— ๐—จ๐—Ÿ๐—ข: ๐—ฆ๐—œ, ๐—ก๐—ข, ๐—™๐—ข๐—ฅ๐—ฆ๐—˜ ๐—˜ ๐—–๐—ข๐— ๐—˜


Post molto lungo.. rimando al mio blog per chi vuole completarle la lettura e vi ๐˜ข๐˜ท๐˜ท๐˜ช๐˜ด๐˜ฐ ๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆ ๐˜ฆฬ€ ๐˜ฎ๐˜ฐ๐˜ญ๐˜ต๐˜ฐ ๐˜ช๐˜ฏ๐˜ต๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ฆ๐˜ด๐˜ด๐˜ข๐˜ฏ๐˜ต๐˜ฆ.

Ho affrontato quanto sotto per preparare un workshop (link al programma) decisamente completo, su pompe di calore e radiatori, dove analizzeremo passo passo come progettare l'impianto ed i componenti studiando ed approfondendo un caso studio interessante, in quanto si puรฒ adattare alla riqualificazione di un edificio residenziale di medie dimensioni o ad un condominio.

Il Workshop in diretta il 6 e 7 febbraio (poi sarร  sempre disponibile registrato) illustrerร  la corretta procedura dal rilievo degli impianti, alla scelta della giusta taglia della pompa di calore, al dimensionamento dei componenti attraverso i numerosi tools.

Vai alla sezione corsi del mio sito per il programma completo e richiedere info.

Ora l'articolo!


Dopo 12 anni di impianti in pompa di calore un po' di esperienza ce l'ho.

12 anni fa avevo ancora i capelli e l'agilitร  di un gatto, ma ero alle prime esperienze, quasi pionieristiche, sulle abitazioni totalmente elettriche.

Da allora, i capelli se ne sono andati, il gatto che ero รจ rimasto con 12 anni in piรน, ma sugli impianti in pompa di calore, tra successi ed insuccessi (aggiustati) ne ho imparate.

Il salto in avanti, da 6/7 anni a questa parte, รจ avvenuto con i monitoraggi e con l'implementazione e la "sperimentazione" della possibilitร  di accumulare energia, in varie forme, qualora sia conveniente.

Oggigiorno si sentono davvero tante parole. Tante parole. Parole in un senso, parole nell'altro senso.

๐— ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐—ถ ๐—ฝ๐˜‚๐—ป๐˜๐—ถ ๐—ณ๐—ฒ๐—ฟ๐—บ๐—ถ.

E' ora di iniziare a pensare di progettare gli impianti parlando di energia e non di potenza.

Le pompe di calore sono molto particolari nel funzionamento. Le loro prestazioni sono direttamente proporzionali alla differenza tra la temperatura di mandata e quella esterna, indirettamente proporzionali alla temperatura di mandata e sono variabili con il fattore di carico.

Per accumulare energia bisogna produrre per un tempo limitato di ore una maggiore quantitร  di energia di quella richiesta normalmente e stoccarla da qualche parte.

Attenzione perรฒ. In fisica, quella vera e non quella delle parole, ci si perde sempre.

Accumulare vuol dire sempre avere delle perdite.

๐˜ฝ๐™š๐™ฃ๐™š, ๐™™๐™ค๐™ซ๐™š ๐™–๐™˜๐™˜๐™ช๐™ข๐™ช๐™ก๐™ž๐™–๐™ข๐™ค?

๐˜•๐˜ฐ๐˜ฏ ๐˜ฏ๐˜ฆ๐˜ญ๐˜ญ'๐˜ข๐˜ณ๐˜ช๐˜ข. Nell'aria non si accumula calore. Per accumulare il calore serve avere capacitร  termica e l'aria ne ha poca, 0.34Wh/m3 K. Un numero che vale piรน di mille parole.

Quindi nell'aria non si accumula energia.

Se aumentiamo la temperatura dell'aria, in realtร  aumentiamo la temperatura dei primi strati delle strutture edilizie a contatto con l'aria, in funzione della capacitร  termica degli stessi.

Aumentando la temperatura dell'aria ci perdiamo... aumentiamo comunque le dispersioni, aumentando il salto termico tra interno ed esterno, anche tenendo conto delle riduzioni dovute all'accumulo termico superficiale di calore.

Prendiamo un appartamento da 100m2 e 270m3, ben isolato il cui fabbisogno energetico giornaliero, a temperatura esterna di 0ยฐC รจ circa 40kWh.

Aumentando di 1ยฐC la temperatura, avremo un accumulo energetico, a lordo delle dispersioni, di 92Wh. Cosa ce ne facciamo?

Tuttavia per aumentare il calore da immagazzinare dobbiamo produrre energia termica a temperatura di mandata leggermente maggiori di quelle necessarie per mantenere la temperatura di set, riducendo un po' il COP.

Possiamo ๐˜ข๐˜ค๐˜ค๐˜ถ๐˜ฎ๐˜ถ๐˜ญ๐˜ข๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜ฏ๐˜ฆ๐˜จ๐˜ญ๐˜ช ๐˜ด๐˜ต๐˜ณ๐˜ข๐˜ต๐˜ช ๐˜ค๐˜ข๐˜ฑ๐˜ข๐˜ค๐˜ช๐˜ต๐˜ข๐˜ต๐˜ช๐˜ท๐˜ช ๐˜ฅ๐˜ฆ๐˜จ๐˜ญ๐˜ช ๐˜ช๐˜ฎ๐˜ฑ๐˜ช๐˜ข๐˜ฏ๐˜ต๐˜ช ๐˜ณ๐˜ข๐˜ฅ๐˜ช๐˜ข๐˜ฏ๐˜ต๐˜ช, dove abbiamo un massetto (per il pavimento) o degli intonaci (per parete e soffitto). Mediamente possiamo accumulare circa 280Wh/m3 K. Ecco qui, un numero che vale piรน di mille parole.

La differenza รจ netta rispetto all'aria e si puรฒ accumulare la giusta quantitร  di energia necessaria per sopperire allo spegnimento notturno degli impianti. Come fare? "Semplice". Mi calcolo l'energia necessaria a mantenere le condizioni di comfort durante lo spegnimento degli impianti e calcolo quanto sia l'incremento di temperatura da dare allo strato capacitativo dei massetti/intonaci in cui sono annegate le serpentine del radiante. A ritroso posso calcolare l'aumento della temperatura di mandata della pompa di calore, rispetto alle condizioni standard, a cui far lavorare la pompa di calore nelle ore di attivazione.

Discorso contorto, ma penso si sia capito.

Prendiamo un appartamento da 100m2 e 270m3, ben isolato il cui fabbisogno energetico giornaliero, a temperatura esterna di 0ยฐC รจ circa 40kWh.

Aumentando di 1ยฐC la temperatura nel massetto da 4cm del radiante a pavimento, avremo un accumulo energetico, a lordo delle dispersioni, di 1120Wh. Se lo aumentiamo del doppio, 2240Wh, 2.3kWh. Possiamo aumentare un po' di piรน perchรจ aumentiamo le dispersioni di solo una porzione disperdente del fabbricato.

Tuttavia per aumentare il calore da immagazzinare negli strati radianti dobbiamo produrre energia termica a temperatura di mandata leggermente maggiori di quelle necessarie per mantenere la temperatura di set, riducendo un po' il COP.

๐˜—๐˜ฐ๐˜ด๐˜ด๐˜ช๐˜ข๐˜ฎ๐˜ฐ ๐˜ข๐˜ค๐˜ค๐˜ถ๐˜ฎ๐˜ถ๐˜ญ๐˜ข๐˜ณ๐˜ฆ ๐˜ฏ๐˜ฆ๐˜ญ๐˜ญ'๐˜ข๐˜ค๐˜ฒ๐˜ถ๐˜ข? ๐˜”๐˜ข ๐˜ฒ๐˜ถ๐˜ข๐˜ญ๐˜ฆ ๐˜ข๐˜ค๐˜ฒ๐˜ถ๐˜ข?

Parliamo di accumuli di acqua. L'acqua ha una capacitร  termica di 1160Wh/m3 K. Tanta roba!

Negli impianti diversi da quelli tipici degli appartamenti, esistono due tipi di accumuli, quelli sull'impianto termico e quelli sull'acqua sanitaria.

Per il primo. Ipotizziamo l'appartamento di prima e mettiamo un accumulo inerziale abbondante da 100 litri. Per dare un significativo contributo dobbiamo aumentarne la temperatura di 10ยฐC rispetto a quella di set point. Quanto calore otteniamo? 1160Wh, ovvero 1.16kWh.

Tuttavia per produrre questo calore da accumulare, dobbiamo far lavorare la pompa di calore a temperature di almeno 10ยฐC in piรน rispetto all'ordinario. Quanto puรฒ funzionare l'impianto termico con l'energia del puffer? Nell'esempio di prima, dove il fabbisogno รจ 40kWh al giorno, mediamente necessitiamo di 1.7kWh/h, quindi 1.7kW. Quindi accumuliamo nell'abbondante puffer (abbondante per una abitazione a cui basta una pompa di calore da 4kW), il calore per 40 minuti (1.16/1.7x60), al netto delle dispersioni del bollitore, ma che trascuriamo visto il breve periodo.

Per il secondo, essendo tipicamente un volume di acqua maggiore, esageriamo (per l'appartamento in oggetto) a 300 litri, possiamo accumulare anche qui acqua a temperatura maggiore di 10ยฐC, ottenendo quindi un accumulo di 3480Wh, ovvero 3.48kWh. Ecco, qui perรฒ bisogna pensare di considerare le dispersioni dell'accumulo, dato che il calore accumulato non viene subito, o nell'immediatezza, consumato. Un accumulo di quelli che si trovano mediamente installato, se va bene, disperde 2-3kWh/24h, oppure 0.6-1ยฐC/h. Capite bene che accumulare calore la mattina per utilizzarlo 12 ore dopo comporta perdite importanti, quasi dimezzando il contenuto energetico accumulato.

Possiamo pensare comunque di essere bravissimi, accumulare energia solo poche ore prima del consumo.

Tuttavia per produrre questo calore da accumulare, dobbiamo far lavorare la pompa di calore a temperature di almeno 10ยฐC in piรน rispetto all'ordinario, riducendo di molto il COP dato che le temperature di mandata dell'acqua calda sanitaria sono giร  normalmente alte.

C'รจ una nuova possibilitร , gli ๐˜จ๐˜ญ๐˜ช ๐˜ข๐˜ค๐˜ค๐˜ถ๐˜ฎ๐˜ถ๐˜ญ๐˜ช ๐˜ข ๐˜ค๐˜ข๐˜ฎ๐˜ฃ๐˜ช๐˜ข๐˜ฎ๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ต๐˜ฐ ๐˜ฅ๐˜ช ๐˜ง๐˜ข๐˜ด๐˜ฆ.

Iniziamo con il dire che tutti gli "sistemi di accumulo" precedenti hanno un costo di installazione nullo, essendo giร  presenti.

Tuttavia non sono nati e progettati per fare da accumulo, tranne rari casi.

Gli accumuli termici, a cambiamento di fase, sono nati e progettati proprio per fare questo lavoro.

Come funzionano? Sfruttando particolari materiali, i PCM appunto, accumulano calore cambiando di fase (solido-liquido) a determinate temperature (da scegliere a progetto) e lo rilasciano poi cambiamento nuovamente fase (liquido-solido).

Dovremo produrre quindi calore a temperature maggiore a quella di fusione, aumentando nel nostro caso la temperatura di mandata della pompa di calore, per far sciogliere il PCM. Esistono infatti tanti PCM a temperatura diversa di fusione, ad esempio 30-40-50-60ยฐC e vanno scelti in funzione del tipo di terminale che abbiamo. Per un radiante possiamo scegliere il PCM a punto di fusione minore, mentre per i radiatori uno con punto di fusione superiore.

Questo materiale, ad alto calore specifico, disperde pochissima energia termica per natura, ed essendo posto in contenitori ben isolati riesce a mantenere per moltissimo tempo l'energia accumulata.

Ma quanta energia si puรฒ accumulare? Beh, essendo un prodotto tecnico commerciale va scelto a catalogo. Potremo accumulare 20-40-60kWh, nel nostro caso 20kWh direi che potrebbe essere una quantitร  piรน che sufficiente!

Con 20kWh massimi accumulati (possiamo decidere noi quanti accumularne, in funzione della quantitร  di energia che immettiamo) possiamo mantenere poi la nostra abitazione calda durante lo spegnimento del sistema di generazione.

L'utilizzo di questi sistemi tuttavia รจ ancora poco conosciuto soprattutto in ambito civile ed in particolare nelle abitazioni.

Mostrano sicuramente tutto il loro potenziale sugli impianti industriali per limitare i picchi, ottimizzare le produzioni energetiche ed i costi di investimento degli impianti.

Nel residenziale soprattutto ad alta efficienza risultano essere un elemento aggiuntivo di difficile ritorno economico. Qualora invece si abbia a che fare con residenze non efficientante e di dimensioni importanti (anche condomini), laddove il costo energetico del combustibile possa essere legato a fasce orarie o in altri casi specifici, puรฒ essere una utile supporto.

๐™€๐™™ ๐™ž๐™ก ๐™›๐™ค๐™ฉ๐™ค๐™ซ๐™ค๐™ก๐™ฉ๐™–๐™ž๐™˜๐™ค?

Non ne abbiamo mai parlato.

Perchรจ? Non tutti possono avere la possibilitร  di installarlo ad esempio.

E' sempre e comunque, tranne che nelle nuove costruzioni con impianto autonomo, un impianto che deve essere installato appositamente e comporta costi aggiuntivi.

Tuttavia a breve, spero, le comunitร  energetiche e l'autoconsumo collettivo saranno diffusi ed anche i non possessori di impianti FV potranno beneficiare dell'energia elettrica prodotta da altri impianti FV. Inoltre, essendoci degli incentivi (con il costo attuale dell'energia in realtร  poco gratificanti) si potranno realizzare impianti FV da soggetti diversi dai singoli proprietari (ad esempio dal condominio) ed avere quasi i vantaggi energetici paragonabili ad un impianto FV proprio.

Ovviamente avere un po' di FV che ci aiuta รจ importante, ma deve essere chiara una cosa. L'energia prodotta รจ ignorante, e non sa se va alla pompa di calore, alla lavatrice o viene immessa in rete e remunerata.

Con impianti FV abbondanti e condizioni climatiche buone (in pianura padana quest'anno รจ mancato il sole per un mese!), con dei giusti settaggi si puรฒ fare molto per l'accumulo. Ma non รจ quello il segreto.

Inoltre, nell'ottica del tutto elettrico, le auto (ed io che ne ho due di elettriche lo confermo), spostano nettamente l'attenzione dell'autoconsumo dalla pompa di calore alle auto, anche in vista del prossimo passo al V2H.

Per accumulare l'energia elettrica degli impianti FV sarebbe da capire, economicamente, se sia meglio utilizzare i componenti giร  presenti negli impianti con la loro "ridotta" efficienza, oppure se utilizzare nuovi componenti, nati e studiati per lo scopo, come gli accumuli elettrici (batterie) o termici (accumuli PCM). Oppure condividerla in rete ed essere remunerata. Nell'ultimo pazzo periodo, ad esempio, รจ quasi sciocco accumulare energia elettrica nelle batterie dato che non รจ difficile che sia maggiore il riconoscimento energetico dell'energia esportata in rete rispetto al costo energetico che ci si ritrova in bolletta, specialmente per chi ha fatto un prezzo fisso massimo a febbraio 2021. Ecco, in questi casi, era ed รจ ancora meglio, economicamente, non accumulare energia elettrica e nemmeno autoconsumarla, ma cederla.

Il futuro sarร  diverso, molto. CER, ACC, V2H, EV etc stravolgeranno il mondo dell'accumulo elettrico.

PS: le unitร  di misura trattiamole bene. Scrivere lettere a caso non รจ edificante.

PPS: gli esempi sopra sono esemplificativi e non tengono conto di fenomeni di tipo dinamico. Tuttavia รจ importante governare i fenomeni fisici con numeri e non con parole.

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