Il TEE sulla mandata non fa miracoli
Inerziale a 3 attacchi contro inerziale a 4 attacchi in riscaldamento: cosa succede davvero all’acqua, simulato con il mio CFD.
Negli articoli precedenti (Quando un inerziale ammazza il COP e I disastri degli inerziali in raffrescamento) abbiamo visto cosa succede quando un inerziale viene collegato come se fosse un separatore idraulico. In riscaldamento si perde efficienza; in raffrescamento si arriva a compromettere la deumidificazione dei terminali.
Era un caso spinto, ma meno estremo di quanto si pensi: sul primario il salto termico era fisso, come ragiona la macchina; sul secondario la portata era fissa, con la moda del “tenere tutto aperto”. In mezzo, la pompa di calore che modula.
La domanda che mi sento fare più spesso è: “E se metto il TEE sulla mandata?”
Il collegamento a 3 attacchi
Con il TEE sulla mandata l’impianto non pesca più dal serbatoio: la mandata all’impianto stacca dal TEE, e nell’inerziale transita soltanto la differenza fra la portata del generatore e quella dell’impianto.
È un buon collegamento, e lo dico chiaramente. Limita il rimescolamento e gli effetti del galleggiamento dentro l’inerziale, riduce i danni soprattutto in raffrescamento ed evita di dover invertire gli attacchi alto/basso della pompa di calore tra inverno ed estate. E lo fa a costo zero.
Ma non fa miracoli.
Cosa NON è vero
Circola l’idea che il TEE risolva tutto. Non è così: anche per il 3 attacchi valgono sempre la conservazione della portata e dell’energia. Se le portate non sono coerenti, non è vero che:
➡️ la mandata all’impianto è sempre uguale a quella del primario;
➡️ l’impianto riceve sempre “acqua in diretta” dal generatore;
➡️ l’efficienza in riscaldamento aumenta di per sé.
Quando l’impianto chiede più portata di quella che il generatore produce, la differenza risale dall’inerziale: da quel momento conta di nuovo quanto e come il serbatoio è stratificato, e la temperatura di mandata all’impianto scende.
Nel video lo vedi succedere, a confronto diretto con il 4 attacchi nelle stesse condizioni.
Perché serve simularlo
Cosa succede all’acqua dentro un inerziale non si calcola con un bilancio: si simula. Il bilancio ti dice quanta energia c’è, non come è disposta né a che temperatura la puoi prelevare. Per questo ho sviluppato i miei simulatori CFD: per dare numeri alle parole.
Perché quel tratto tra il TEE e l’inerziale funzioni davvero come un separatore idraulico servono diverse attenzioni progettuali: le spiego nei miei Per_Corsi.
Termotecnica con la T maiuscola
Migliorare le prestazioni di un impianto a costo zero non è semplice né banale. Ti servono:
💡 conoscenza fisica dei fenomeni (la teoria);
💡 competenza tecnica per metterla in pratica (l’esperienza);
💡 e oggi più che mai strumenti di calcolo per dare numeri alle parole.
Siamo nel 2026: è ora di alzare il livello tecnico della progettazione termotecnica. Non più “mi hanno detto così”, “il costruttore dice che”, “ho sempre fatto così”. Numeri.
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Guarda il video:

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