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𝗤𝗨𝗔𝗟𝗘 𝗜𝗠𝗣𝗜𝗔𝗡𝗧𝗢 𝗦𝗖𝗘𝗚𝗟𝗜𝗘𝗥𝗘? 𝗩𝗔𝗥𝗜𝗔𝗕𝗜𝗟𝗘 𝟭: 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗘𝗦𝗧𝗢 𝗖𝗟𝗜𝗠𝗔𝗧𝗜𝗖𝗢

Nei precedenti post ho provato a far capire che il progetto "stampino" ovvero il progetto impiantistico ripetuto in ogni condizione, oltre ad essere "sgratificante" e" a-stimolante" non è indice di una progettazione su misura.


Iniziamo con l'elencare alcune delle possibili variabili di un progetto. Qualcuna è scontata, qualcuna meno.


1 - contesto climatico

2 - tipologia costruttiva / edificio diversamente "coibentato"

3 - tipologia costruttiva / edificio coibentato ma con grandi vetrate e finiture interne non capacitative

4 - orientamento

5 -  finiture interne capacitative (intonaco e ceramica) o meno (cartongessi e parquet)

6- utenti (coppia, singole, famiglie, anziani)

7- budget a disposizione

8- spazi a disposizione per gli impianti (sia locale tecnico che vincolo sui terminali)

9- regolazione proposta (easy o mega BACS)

10- dimensioni dell'unità

11- ...


Partiamo con l'analizzare, in maniera veloce lasciando al lettore l'esplorazione di tutte le possibili combinazioni, il contesto climatico.


Mettiamo il punto fisso sul contesto climatico italiano odierno e poi affrontiamo il cambiamento climatico.

Ah, concentriamoci su edifici residenziali o assimilati.


Immaginiamo lo stesso edificio (variabili da 2 a 9 fisse) in diversi contesti climatici: zona climatica E/F (fredda), zona climatica C/D (mite), zona climatica A/B (calda).


Fonte: Infobuildenergia
Fonte: Infobuildenergia

Sono divisioni macro ma ben ci possono far comprendere, anche senza essere particolarmente esperti, di come in alcune zone l'impianto termico debba necessariamente essere diverso da altre zone.


Come terminali, potrei tranquillamente utilizzare i soli radiatori in zona F. Le necessità sono generalmente solo di riscaldamento e l'eventuale raffrescamento può essere effettuato con free-cooling. Oppure potrei pensare ad un impianto radiante (ma a pavimento) laddove l'edificio fosse meno coibentato o dove non si volesse "sporcare" l'estetica.

Come generatore la scelta potrebbe essere varia, anche in funzione della disponibilità del combustibile. Ottime le biomasse in quota, pompe di calore ma solo quelle ottimizzate per il riscaldamento.

Ma poi ci sono zone F e zone F. Dai rifugi in alta quota a Bagolino (BS).


E per una zona E? Qui la zona climatica necessita sempre più, ne contesto attuale, di impianto di raffrescamento oltre al riscaldamento. Questa estate 2025 è stata molto più fresca delle precedenti 10-15 e l'utilizzo del raffrescamento è stato più limitato, ma ormai è un dato di fatto che il clima in zona E necessiti di impianti in raffrescamento. Qui i terminali devono quindi poter fornire sia caldo che freddo. I radiatori sono quindi mediamente scartati a meno di non associarli a terminali che fanno solo freddo. Bene i ventilconvettori in alcuni contesti di fabbricati coibentati, bene il radiante nelle sue varie forme associato alla deumidificazione (consiglio sempre con integrazione fredda) e da valutare le varie altre tipologie di impianti di nicchia, tipo battiscopa a soffitto.

E come generatore? Qui imbattibile la pompa di calore come unico generatore, dato che è in grado di fare tutti i servizi. Possibili anche combinazioni con altri generatori per contesti particolari (riqualificazione di condomini ad esempio) o teleriscaldamento (monopolio a parte). Meno bene le biomasse se non in contesti collinari dato che anche qui ci sono zone E e zone E. Vuoi mettere essere in centro Milano o sulla collina del lago di Garda?


Mettiamo assieme la zona C e D. Spesso sono zone del centro Italia, lungo il litorale o comunque in zona pre-appenninica. Sono caratterizzate da un clima mite ma spesso umido (salvo le zone pre-appenniche) e ad una latitudine ben differente dalla porzione di Italia caratterizzata da sole zone E/F.

Spesso la ventosità specifica del luogo, in particolare per i litorali o le zone esposte, permette una temperatura mite ed un raffrescamento anche naturale, ma se cerchiamo il comfort e non vogliamo dipendere dal Dio Eolo, il raffrescamento è gioco forza da garantire. Attenzione però all'umidità dell'aria esterna soprattutto in caso di particolari venti (Scirocco).

Qui la scelta impiantistica può rispettare quanto visto per la zona E, ma privilegiando in funzione della tipologia del luogo (richiede più raffrescamento o riscaldamento) o del contesto locale (centro storico di Napoli o collina toscana) il terminale che meglio garantisce il servizio. Ecco, qui scarterei quasi sempre il pavimento radiante, sicuramente sul mare o fronte mare, ma in generale. Ottimo a mio avviso il comportamento delle pareti radianti in riscaldamento e raffrescamento per questi contesti.

Per i generatori, stesso ragionamento delle zone E, ma con una pompa di calore che non sia ottimizzata per uno o l'altro servizio.


E per le zone A e B?? Beh, di zone A ce ne sono pochissime e sono le piccole isole più meridionali dell'Italia (Lampedusa, Linosa etc), mentre le zone B sono le zone costiere di gran parte della Sicilia, parte settentrionale della Calabria e alcune porzioni della Sardegna. Ci basta pensare a questi fantastici luoghi e di sicuro la nostra mente non va al maglioncino di lana, ma al costume!

Qui raffrescare è un obbligo. Quindi necessariamente (generalmente) impianti ad aria per il raffrescamento. Volessimo pensare ad un radiante, sicuramente il soffitto ma necessariamente con deumidificazione e con una buona dose di integrazione fredda per gestire i picchi di richiesta.

Le pompe di calore in questo caso devono essere ottimizzate per il raffrescamento e non per il riscaldamento e devono fornire il servizio a condizioni dei temperatura esterna particolarmente severe. Non parlo solo di caldo spesso superiore ai 40°C ma anche alla resistenza alla corrosione delle batterie.

Per l'acqua calda il solare termico sicuramente non è da sottovalutare.


Come avrai visto, è impossibile cercare di pensare ad una tipologia di impianto pensando solo alla zona climatica.

Viene quindi da farsi qualche domanda.


E tu quali impianti sceglieresti nelle varie zone climatiche?

E nelle singole zone climatiche quali differenzi vedi e quindi quali terminali e generatori proporresti?


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