top of page

𝗖𝗔𝗟𝗖𝗢𝗟𝗢 𝗗𝗘𝗜 𝗖𝗔𝗥𝗜𝗖𝗛𝗜 𝗧𝗘𝗥𝗠𝗜𝗖𝗜 𝗘𝗦𝗧𝗜𝗩𝗜: 𝗕𝗔𝗦𝗧𝗔𝗡𝗢 𝗜 𝗖𝗔𝗟𝗖𝗢𝗟𝗜 𝗗𝗜𝗡𝗔𝗠𝗜𝗖𝗜?

Aggiornamento: 16 feb

Risposta breve, no


Risposta ampia


Per il calcolo dei calcoli termici estivi, sia sensibili che latenti, ogni progettista si affida a vari metodi


Qualcuno non utilizza programmi di calcolo e utilizza valori ad esperienza. Si, purtroppo nel 2026 molti colleghi ancora vanno a 25-45W/m2


Altri utilizzano dei moduli aggiuntivi ai vari sw di progettazione energetica che implementano metodi più o meno aggiornati, tra cui il metodo Carrier Pizzetti (come faccio io), il metodo delle funzioni di trasferimento, il metodo ASHRAE, etc


Entra poi in gioco, da qualche annetto ormai (nel mio libro nel 2020 ne parlo già in modo approfondito), il metodo di calcolo dinamico orario delle EN 52016, implementabile nei normali sw di progettazione energetica


Tutti questi metodi (tranne il primo a "spanne") vanno benissimo, ma vanno conosciuti e capiti e vanno inseriti correttamente i dati di input nei nostri software


Alcuni metodi sono più semplici di altri e riescono a fornire, anche se più approssimati i carichi sensibili e latenti per ogni stanza, ideali per il calcolo dei terminali di emissione


Poi possiamo sommare tutti i carichi e dimensionare il chiller, oppure per questo potremo usare un metodo dinamico orario, sicuramente più attinente ai fabbisogni reali, ma sicuramente più difficili da usare in quanto richiede la comprensione del calcolo della Temperatura Operativa e di tutti gli scambi termici tra i componenti e la comprensione dell'inserimento corretto di tutti i dati (bug dei sw a parte)


Attenzione massima deve essere posta ai dati di input nel calcolo estivo, soprattutto laddove gli edifici sono caratterizzati da grandi aperture vetrate, soprattutto se non ombreggiate e nei prospetti sud-ovest / ovest o a tetto


Qui la scelta del fattore solare ggl+sh è determinante perchè dobbiamo capire che da un vetro, anche se preformante termicamente ma non studiato per l'estivo e non schermato, entra fondamentalmente la maggior parte degli apporti solari che costituiscono un carico termico da smaltire


Ma c'è un altro dato fondamentale da inserire in questi calcoli dei carichi termici estivi, sia sensibili che latenti e negli ultimi anni ce ne stiamo accorgendo e ce ne accorgeremo sempre di più andando avanti


Di che cosa parlo? E cosa possiamo fare noi professionisti?

Ti lascio un indizio

Le norme ed i software non ci aiutano, anzi, le prime ci possono portare fuori zona

Te lo svelo lunedì prossimo


Il grafico sotto, ancora non scopiazzato dai produttori di sw, è una mia realizzazione che partendo dall'output dei dati di calcolo orario dinamico estivo sovrappone la temperatura esterna, i fabbisogni sensibili, latenti e totali e la massima potenza della pompa di calore




𝗟'𝗘𝗥𝗥𝗢𝗥𝗘 𝗣𝗜𝗨̀ 𝗚𝗥𝗔𝗡𝗗𝗘 𝗗𝗘𝗜 𝗖𝗔𝗟𝗖𝗢𝗟𝗜 𝗘𝗦𝗧𝗜𝗩𝗜? 𝗜 𝗗𝗔𝗧𝗜 𝗖𝗟𝗜𝗠𝗔𝗧𝗜𝗖𝗜


"E io che ci posso fare?" ti dirai!


Lunedì scorso ti avevo raccontato dei metodi di calcolo dei calcoli estivi sensibili e latenti e di come questi possano, in maniera diversa, permetterci di dimensionare i terminali di emissione prima e poi il generatore di calore


Ti avevo fatto notare che i metodi, se conosciuti, sono efficaci le loro ambito di applicazione (un edificio vetrato è completamente diverso da un edificio massivo)


Ti avevo indicato anche di porre particolare attenzione ad un aspetto (tra molti) nell'input dei dati e vale a dire il valore di trasmissione solare ggl+sh, ovvero quello comprensivo del vetro e della schermatura 


Ma non solo


Dobbiamo stare attenti ad esempio ad inserire degli apporti interni da apparecchiature che siano "umani" e non usare i dati di default proposti a volte dai software che per semplicità di calcolo propongono un valore (è il caso ad esempio di un lavoro che mi arriva dove erano presenti, nei 400 m2 dell'abitazione, 20W/m2 di apporti interni, proposti di default)


Ma c'è un aspetto FONDAMENTALE di cui tanto si parla ("parole parole parole" direbbe Mina) ma che, stranamente, nei calcoli termotecnici ed in particolare nei dati di input in particolare non curiamo minimamente


Del resto è un dato che ci fornisce il software


Del resto è un dato che deriva da una norma


Del resto cosa posso farci io?


Ma di cosa si tratta?


Dei dati climatici!


Da molti anni ormai le temperature massime maggiori di quelle da norma, basate su medie climatiche del periodo 1980-2000 se non erro

E sono maggiori di molto, per molte ore, per molti giorni


Ma non solo

Anche le temperature minime, o l'escursione (dipende dal metodo che utilizzi di calcolo) non sono più coerenti con la realtà

30 anni fa la notte dormivo senza climatizzatore, con le tapparelle abbassate ma girava un po' d'aria ed i serramenti un po' aperti

E non mancava mai la copertina anche in pianura padana

Non è più così e non sarà più così


Le temperature minime di notte sono spesso maggiori delle temperature interne, alla faccia delle simulazioni dinamiche che sfruttano il free cooling!


No, la notte orma, per molte notti in molti mesi estivi, non scarichiamo termicamente la massa del fabbricato ventilando, ma scarichiamo solo la massa esterna per re-irraggiamento verso la volta celeste


Poi certo, dipende dalla zona climatica e da caso per caso, ma da Vipiteno a Lampedusa l'andamento è quello


E quindi cosa possiamo fare?


Ti dico quello che ho iniziato a fare io da un po' nel calcolo dinamico orario


Mi sono preparato un foglio di calcolo che aumenta la temperatura, ed in alcune situazioni specifiche anche l'umidità assoluta e quindi l'umidità relativa in funzione della temperatura, nel periodo estivo


Esporto il clima orario "normato", lo ri-elaboro e li importo nel programma di calcolo!


E i risultati sono davvero sorprendenti


E tu ci avevi mai pensato?



Commenti


  • LinkedIn
  • Youtube
  • Facebook
  • Instagram

©2020 - Ing. Paolo Savoia - Termotecnica ed acustica per il comfort in edilizia
C.F.: SVAPLA77H17M125J - P.IVA: 02059620209

bottom of page